Eugenio Fascetti, tecnico della prima promozione del Lecce in Serie A, conquistata al termine della stagione sportiva 1984-1985, ha rilasciato un'intervista al Nuovo Quotidiano di Puglia, commentando le vicende della squadra giallorossa:

"Io spero solo che il Lecce si salvi, delle altre non mi importa granché. In questa stagione ho visto diverse partite della mia vecchia squadra e mi sono fatto un'idea ben precisa. Ai ragazzi di Marco Giampaolo manca soprattutto la continuità di rendimento, anche all'interno della stessa partita. Capita spesso di assistere a più partite diverse nell'arco dei novanta minuti di gioco, e questo, a mio avviso, nuoce soprattutto alla classifica. Bisognerebbe individuare una strada e percorrerla fino in fondo, senza cercare altre vie che, per ragioni diverse, non appartengono a questo gruppo di calciatori."

ROCAMBOLESCA SFIDA CONTRO IL MILAN: "Partiamo da un concetto inconfutabile: se il Lecce gioca bene e il Milan fa altrettanto, inevitabilmente alla fine la partita la vince la squadra rossonera, perché, a livello di qualità dell'organico, la squadra di Sergio Conceição è decisamente superiore. Non c'è proprio paragone tra le due squadre. È chiaro, però, che se ti capita la fortuna di andare sul 2-0 a meno di mezz'ora dalla fine, e per giunta davanti a 25 mila tifosi leccesi, non puoi assolutamente incassare tre gol in tredici minuti e perdere la partita. Quando ti rendi conto di non poter vincere, allora devi pensare anche a trovare il modo di non perdere. In certe situazioni bisognerebbe essere più pratici, e contro il Milan il Lecce non lo è stato. Si può arrivare a fare risultato anche provando a non far giocare gli avversari, perché, se ti metti sul loro stesso piano, quasi sempre finisci per prenderle. Credo di essere stato abbastanza chiaro."

Sezione: Serie A / Data: Mer 26 marzo 2025 alle 10:15
Autore: Anthony Carrano
vedi letture
Print